Trasparenza retributiva e parità salariale: decreto approvato in CDM

13 Febbraio 2026
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l Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 159 del 5 febbraio 2026, ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2023/970, finalizzata a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso strumenti di trasparenza retributiva e specifici meccanismi di applicazione.

Il provvedimento introduce misure volte a rafforzare la trasparenza dei livelli retributivi e a contrastare le disparità salariali ingiustificate, con applicazione a tutti i lavoratori subordinati del settore pubblico e privato, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato.

Il decreto definisce in modo puntuale le nozioni di “stesso lavoro” e di “lavoro di pari valore”, individuando i criteri per la comparazione tra lavoratori ai fini della parità retributiva. In tale ambito viene valorizzato il ruolo della contrattazione collettiva quale riferimento per la classificazione delle mansioni e dei trattamenti economici, attraverso criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere.

Sono inoltre rafforzate le misure di trasparenza retributiva sia nella fase di accesso al lavoro sia durante lo svolgimento del rapporto. In particolare, i datori di lavoro sono tenuti a indicare negli annunci di selezione la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva e non possono basare le offerte sulla storia salariale del candidato, che non può essere richiesta in fase di selezione.

Per i lavoratori già in servizio viene riconosciuto un diritto individuale di informazione, esercitabile anche in presenza di un sospetto di discriminazione, che consente di conoscere il proprio livello retributivo e i livelli medi riconosciuti ai lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Tali informazioni potranno essere rese disponibili anche in via proattiva dai datori di lavoro, ad esempio tramite intranet aziendali o aree riservate dei siti istituzionali.

Il decreto stabilisce inoltre che i sistemi di determinazione e classificazione delle retribuzioni debbano fondarsi su criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere, basati su competenze, responsabilità, impegno e condizioni di lavoro. In presenza di uno scostamento retributivo superiore al 5% tra uomini e donne non adeguatamente giustificato, è previsto un obbligo di motivazione a carico del datore di lavoro e il coinvolgimento delle parti sociali, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e degli organismi di parità per l’individuazione di misure correttive.

È infine prevista l’istituzione, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di un organismo con funzioni di monitoraggio e supporto all’attuazione delle nuove disposizioni in materia di trasparenza e parità retributiva.

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