È passato quasi un anno e siamo ancora in piena emergenza Covid; il tutto a pochi giorni dall’apertura di un'altra campagna fiscale, che prevede un importante accesso di utenti all’interno dei Centri di Assistenza Fiscale.
Chi ancora non l’avesse fatto deve provvedere a riorganizzare il proprio modello professionale per garantire a lavoratori ed utenti la massima sicurezza. È chiaro che contingentare e scaglionare gli ingressi su appuntamento, prevedere gel sanificatore e tenere mascherine e guanti monouso a disposizione di chi opera nella struttura e dei clienti è un primo ed indispensabile passo per la sicurezza di tutti, ma se parliamo di “sicurezza sui luoghi di lavoro” non bisogna dimenticare la parte documentale e formativa.
Il Documenti di Valutazione dei Rischi e gli attestati di formazione generica e specifica sono infatti fra i documenti che per primi vengono verificati in caso di visita ispettiva.
Il DVR deve essere aggiornato e includere il protocollo Covid-19, e la formazione deve essere aggiornata e differenziata per mansione e ruolo.
Sempre parlando di formazione, il Responsabile del Servizio Protezione e Prevenzione, il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza e i Responsabili Antincendio e Primo Soccorso devono attendere ad una formazione specifica, che negli ultimi due casi prevede anche alcune ore di prove pratiche.
Ma torniamo a parlare di sicurezza nell’ambito dell’attività vera e propria. È opportuno che gli addetti sostituiscano la mascherina ad ogni turno di lavoro e che, nel caso indossino guanti monouso, li gettino alla fine dell’orario di attività. Sappiamo che in un CAF, a prevalente lavoro d’ufficio, non sarà semplice tenere i guanti e, se si opta per la “mano libera”, l’indicazione è assolutamente di non passarsi penne o altri materiali di cancelleria con altri addetti o clienti.
Come è stato ampiamente dimostrato, il virus rimane attivo sugli oggetti per un certo numero di ore e per evitare contagi è meglio adottare ogni possibile precauzione.
Riguardo agli spazi di lavoro, è ovvio che ogni addetto potrà ricevere un cliente alla volta (a meno di nuclei familiari) e dovrà mantenere il distanziamento fisico: a questo proposito alcune fonti indicano che in un ambiente di 40 mq possono “coesistere” due addetti ed un utente.
La struttura dovrà essere periodicamente sanificata (chi usa impianti ad ozono anche tutte le sere, ma attenendosi scrupolosamente alle indicazioni dei produttori ed areando bene i locali prima di soggiornarvi) e anche gli arredi (scrivanie, sedie ecc.…) e gli strumenti (computer, stampanti, fotocopiatori ecc...) dovranno essere igienizzati con un detergente a base alcoolica o candeggina.
Gli appuntamenti con gli utenti vanno fissati considerando possibili ritardi e lasciando quindi, fra un appuntamento e l’altro, il tempo “tecnico” di areare i locali e pulire la postazione. Potrebbe essere utile allestire uno spazio all’ingresso – ma all’esterno alla struttura – dove collocare tutti i presidi (gel, mascherine, guanti) in modo che gli utenti che arrivano alla postazione abbiano già provveduto ad una igienizzazione e, eventualmente, a sostituire la mascherina e indossare i guanti.
Se possibile, bisognerebbe anche regolamentare l’accesso degli utenti al bagno che dovrebbe essere sanificato ad ogni uso.
Certo la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, intesa come D. Lgs. 81/08, va decisamente “oltre” i presidi di sicurezza richiesti in questo periodo di pandemia. Ricordiamo infatti che, oltre alla documentazione e alla formazione di cui abbiamo parlato, è essenziale che siano rispettate le indicazioni riguardo alla presenza della cassetta di primo soccorso, che deve essere adeguata alla struttura e rifornita di materiali e medicamenti in corso di validità, alla presenza e disposizione degli estintori (che devono essere periodicamente manutenuti e/o sostituiti per mantenerne l’efficienza), alla disposizione della segnaletica di sicurezza obbligatoria (uscita di sicurezza, piano di evacuazione ecc...).
È ovvio che i tecnici della sicurezza che seguono le strutture sono in grado di mettere velocemente in atto tutti quegli accorgimenti e presidi necessari a garantire la massima sicurezza di addetti e utenti che, a un occhio meno esperto possono apparire macchinosi e complicati.
Per questo la raccomandazione è sempre quella di affidarsi a società competenti che possano seguire più di un aspetto legato alla sicurezza, per evitare di avere costi ingenti e un servizio parcellizzato e – a volte – lacunoso.
Fonte: Easywork









