
Le notizie che si susseguono in questi giorni ci fanno riflettere ancora una volta sull’importanza di vivere a lavorare in ambienti sicuri, ma le comunicazioni che ci arrivano dai canali di informazione spesso confondono invece che rassicurare.
Alcune indicazioni, tuttavia, sono chiare e fondamentali. La normativa attualmente in vigore ha previsto, nel Documento di Valutazione dei Rischi, che ogni impresa – anche la più piccola – debba avere una sezione dedicata al Protocollo Covid-19, che esattamente come il DVR deve essere costantemente aggiornato.
Si tratta di verificare quali sono le possibili aree di rischio contagio ed individuare i presidi più corretti e idonei al fine di minimizzare la probabilità per i lavoratori di contrarre il virus, evidenziando le misure adottate in azienda e chi se ne prende cura.
Questa sezione è diventata parte integrante del DVR che, oggi più che mai, diventa uno strumento importante, e non solo perché lo richiede la legge, ma soprattutto perché è un segnale tangibile dell’attenzione dell’azienda verso i propri lavoratori.
Già il D. Lgs. 81/08 ha stabilito che il DVR deve essere costantemente aggiornato ogni qualvolta subentri un cambiamento in azienda, che si tratti di strumenti, di impianti o di personale; l’aggiunta del Protocollo Covid-19 ha reso questo adempimento ancora più importante e già ci si aspetta che le visite ispettive in essere – e quelle future - si focalizzeranno sempre più su questo fondamentale tema.
Ma non solo. Il Protocollo Covid-19 impone, a seconda del tipo di attività, l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Personale (DPI) come mascherine, guanti, gel igienizzanti ecc... che, per particolari categorie di imprese, si sommano a quelli già obbligatori (come ad esempio caschi e scarpe infortunistiche nei cantieri).
E’ notizia di questi giorni l’immissione sul mercato di mascherine FFP2 con certificazioni non idonee e anche potenzialmente pericolose o non filtranti. La raccomandazione, anche in questo caso, è di verificare sempre con il proprio fornitore non solo la provenienza delle mascherine ma il consiglio è di preferire ove possibile prodotti realizzati in Italia.
Il nostro Paese infatti ha messo a punto procedure operative e attivato aziende in grado di garantire un controllo qualità eccellente e di fornire prodotti a prezzi
interessanti che, anche se non paragonabili a quelli dei prodotti di importazione asiatica, offrono garanzia di affidabilità e sicurezza.
Come per le mascherine, anche chi fa uso di guanti monouso deve verificare sempre se il prodotto che intende acquistare è adatto al tipo di utilizzo che ne deve essere fatto. A parte il materiale (lattice, nitrile o vinile), anche il tipo di lavorazione e di produzione può essere differente ed una verifica in più può evitare problemi (pensiamo, ad esempio, al caso di strutture, che operano con utensili taglienti o pungenti dove è importante che il guanto abbia una resistenza maggiore che in altri ambiti).
L’invito è quindi sempre quello di affidarsi a fornitori che siano in grado di riconoscere le reali necessità di ogni impresa e sappiano coniugare sicurezza e risparmio. Con un occhio sempre bene aperto sulle novità normative e sul rispetto di quelle vigenti.
Fonte: Easywork









