Le lavoratrici e i lavoratori autonomi in difficoltà economica possono presentare domanda fino al 31 ottobre 2025 per accedere all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO). La misura, simile a una cassa integrazione per autonomi, è riservata a chi esercita la propria attività in maniera abituale ed è iscritto alla Gestione Separata INPS.
Inizialmente, la partecipazione ai percorsi formativi era condizione vincolante per ricevere l’indennità. Tuttavia, con il DL n. 60/2024, tale obbligo è stato trasformato in misura accessoria, pur rimanendo richiamato dalla normativa (legge n. 213/2023, art. 1, comma 155). A oggi, però, manca il quadro normativo che ne consenta l’attuazione.
Nel frattempo, è stato esteso anche all’ISCRO l’ambito operativo del SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), piattaforma nata per incrociare domanda e offerta di lavoro e facilitare l’accesso a percorsi di politiche attive. Chi presenta domanda per l’ISCRO autorizza automaticamente l’inserimento dei propri dati nel sistema, con l’obiettivo di sottoscrivere il cosiddetto “patto di attivazione digitale”. Tuttavia, al momento, la categoria delle partite IVA non compare ancora tra i beneficiari attivi nel portale SIISL, né sono state fornite istruzioni operative da parte dell’INPS.
La tabella di marcia del Ministero del Lavoro prevedeva l’integrazione delle partite IVA nella piattaforma a partire da febbraio 2025, ma il processo appare ancora fermo. L’unico aggiornamento recente è il messaggio INPS del 12 giugno 2025, che ha riaperto la finestra per la presentazione delle domande, rinviando per le istruzioni alla circolare 2024, che non fornisce novità sui percorsi formativi.
Dunque, mentre il sostegno economico è attivo, la componente di politica attiva rimane sospesa, lasciando scoperta una parte essenziale dell’impianto originario della misura.
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