Anche per il biennio 2025-2026 il concordato preventivo biennale si accompagna a una tassazione agevolata sul reddito incrementale, grazie all’applicazione di una flat tax a tre aliquote.
Lo strumento consente alle imprese e ai professionisti che aderiscono al patto con il Fisco di concordare un reddito più elevato rispetto all’annualità precedente, con l’obiettivo di una crescita progressiva fino al raggiungimento del punteggio ISA 10.
L’imposta sostitutiva delle imposte sul reddito, comprensive delle addizionali, si applica alla quota di reddito eccedente quello dichiarato nell’anno precedente, rettificato al netto delle poste straordinarie. Le aliquote variano in base al punteggio ISA conseguito:
Il decreto legislativo correttivo n. 81/2025 ha introdotto un vincolo per i redditi con incrementi significativi. Per la parte eccedente gli 85.000 euro rispetto al reddito effettivo dell’anno precedente, non si applica più la flat tax ma la tassazione ordinaria:
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, per società o associazioni, la verifica del superamento della soglia avviene a livello di ente, indipendentemente dalla quota imputata ai singoli soci o associati.
Il concordato resta uno strumento di pianificazione fiscale che garantisce certezza sul carico tributario e un’imposta ridotta sul reddito incrementale. Tuttavia, l’adesione implica l’accettazione di un reddito dichiarato più alto a prescindere dall’andamento effettivo dell’attività, con il rischio di un aggravio in caso di scostamenti.
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